Monumento funebre di Flavia Romeo: com’era com’è

Il monumento funebre della nobildonna Flavia Romeo, è un’opera scultorea risalente alla prima metà del Seicento e conservata nella chiesa di San Nicola a Randazzo.
In origine il monumento, si trovava all’interno della cappella di Santa Maria delle Grazie nella chiesa di San Domenico.

DSC05036      IMG_0324
Figura 1: Randazzo, Chiesa di San Nicola, Monumento funebre di Flavia Romeo
Figura 2: Il monumento funebre nella sua ubicazione originaria in una foto, degli inizi del Novecento, del De Roberto

Nel secondo dopoguerra, a seguito dei danni subiti dai bombardamenti aerei, la chiesa fu demolita e il monumento fu smontato e trasferito nella chiesa di San Nicola.
L’aspetto attuale del monumento funebre non è completo, in quanto i due putti che reggono lo stemma della famiglia Romeo, non furono assemblati e oggi giacciono abbandonati e dimenticati in un angolo della chiesa.

DSC03242 DSC05109
Figure 3-4: I due putti che un tempo ornavano il monumento funebre della nobildonna

DSC03243  Figura 5: Stemma della famiglia Romeo sorretto da uno dei due putti

Le due iscrizioni, in latino, incise sul monumento sepolcrale così recitano[1]:

D(eo) O(ptimo) M(aximo) / Flaviae Romeo / soboli unicae dilectionis[2] nexu
parentu(m) / cordibus coniunctissimae[3] / Laura Basilet a[4] mater / vividissimi[5] amoris monumentum

Et ne unius ignis flamma[6] / divisos erumperet in giros / Iacobum[7] Astorinum / dolori[8] vivam et lacrimis[9] / at nu<m>quam[10] filiae et viri amoribus
sup(er)stite(m)
[11] / h<a>ec[12] mestissime[13] posuit / anno d(omi)ni 1635

DSC05039 DSC05038
Figure 6-7: Le due iscrizioni latine, incise sul monumento funebre

A proposito dell’iscrizione, il Vagliasindi Polizzi riporta che essa venne «fortemente discussa dai celebri latinisti: Priore Mangiò da Savoca Domenicano, Barone Antonio Fisauli Garagozzo, Avvocato Don Saverio Licari, ed il Giudice Mario Reggio da Castiglione. Dopo varie traduzioni ed interpretazioni, fu la discussione esposta all’Abbate Paolo Vagliasindi, visitatore dei Basiliani, che la diè vinta al Signor Licari, ma questi documenti andarono smarriti, o bruciati da mano ignorante»[14].

Mi auguro che al più presto i due putti vengano restaurati e ricollocati al loro posto per ridare al monumento funebre il suo aspetto originale.

NOTE

[1] La trascrizione è data in minuscolo, utilizzando le maiuscole secondo gli usi comuni e distinguendo tra u e v in base al valore fonetico assunto dal singolo segno. Le lettere attualmente perdute ma note perché trascritte da altri studiosi sono state trascritte con l’uso della sottolineatura. Con le parentesi tonde ( ) sono state sciolte le abbreviazioni. Le correzioni di lettere di danno tra parentesi acute < >. Si è inserita una barra obliqua / per segnalare la fine di ogni riga.
[2] Dilectionis: dilectioni (Plumari; Magro).
[3] Coniunctissimae: conjunctissimae (Plumari); coniuntissime (Vagliasindi Polizzi).
[4] Basilet a: Basilotta (Plumari; Magro); Basiletta (Vagliasindi Polizzi).
[5] Vividissimi: viridissimi (Vagliasindi Polizzi).
[6] Flamma: flama (Vagliasindi Polizzi).
[7] Iacobum: Jacobum (Plumari; Vagliasindi Polizzi; Magro).
[8] Dolori: doloris (Vagliasindi Polizzi).
[9] Lacrimis: lacrymis (Plumari; Magro).
[10] Nunquam: numquam (Magro).
[11] Superstitem: superstem (Plumari; Magro).
[12] Haec: hec (Vagliasindi Polizzi); hic (Magro).
[13] Mestissime: moestissime (Vagliasindi Polizzi); modestissime (Magro).
[14] Vagliasindi Polizzi P., Cenni storici, Chiese, Monumenti, Antichità della Città di Randazzo, Adernò, 1906, Biblioteca Comunale di Randazzo riproduzione in fotocopia, 7.H.146, p. 33.

FONTI BIBLIOGRAFICHE

MAGRO L., Cenni storici della città di Randazzo compilati dal P. Luigi da Randazzo, Cappuccino, divisi in due parti. Prima parte: Randazzo Civile, Seconda parte: Randazzo Sacra, con aggiunta di tre appendici importanti, trascrizione a cura di Sergio Sebastiano Aidala, 1946, Biblioteca comunale di Randazzo, SL.G.43, Seconda Parte: Randazzo Sacra, c. 102, p. 329.

PLUMARI G., Storia di Randazzo trattata in seno ad alcuni cenni della Storia generale di Sicilia, voll. I-II, ms. del 1847-9, Biblioteca Comunale di Palermo, Qq G76-77, vol. II, Appendice VI: Iscrizioni sepolcrali nelle chiese di Randazzo, p. 635.

VAGLIASINDI POLIZZI P., Cenni storici, Chiese, Monumenti, Antichità della Città di Randazzo, Adernò, 1906, Biblioteca Comunale di Randazzo riproduzione in fotocopia, 7.H.146, pp. 33-34.

FONTI DELLE ILLUSTRAZIONI

Figura 2: Il monumento funebre nella sua ubicazione originaria in una foto, degli inizi del Novecento, del De Roberto, tratto da: De Roberto F., Randazzo e la Valle dell’Alcantara, Bergamo, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore, 1909, p. 83.

Monumento funebre di Flavia Romeo: com’era com’èultima modifica: 2016-04-14T22:02:08+00:00da angela-militi
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in blog life, libri e fumetti, opinioni, Senza categoria, sfoghi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento