13-29 dicembre 1746: la visita generale di monsignor Tommaso Moncada, arcivescovo di Messina, nel “Libro rosso” della chiesa di San Nicola

Il 13 dicembre del 1746 giunse a Randazzo l’arcivescovo di Messina, monsignor Tommaso Moncada (fig. 1)[1], accompagnato da don Carlo Speciale e Basilotta [2], per compiervi la Visita Pastorale (visitatio pastoralis), nel corso della quale celebrò il rito della consacrazione della chiesa di San Martino (21 dicembre) e di quella di San Nicola (27 dicembre).

DSC09726 Figura 1: Randazzo, Canonica della chiesa di San Martino, Ritratto di monsignor Tommaso Moncada, Anonimo, olio su tela, XVIII sec.

Il resoconto completo di questa Visita si trova nel “Libro rosso” della chiesa di San Nicola[3]:

1746: Alli 13: di (dice)mbre giorno di Martedì, e della Gloriosa S(anta) Lucia / ad ’ ore 20:[4] capitò S(ua) E(ccellenza) R(everendissi)ma Arci(vesco)vo di Messina Fra Tommaso / de Moncada Domenicano Messinese Figlio del S(ignor) Principe / di Calvaruso, p(er) visita del suo governo; la mattina de’ 14: / giorno di mercoladì, venne nella ri(ve)r(end)a Chiesa di S(an) Nicolò per / la solita visita, e tenne chrisma, seguitò il Giovedì in San / Martino, ed il Vennerdì, in S(anta) Maria, il doppo pranzo tenne / ordinazione in minoribus in S(an) Bartolomeo, e la mattina 17. Sabbato / in Sacris in d(etta) S(an) Bartolomeo sendovi stati più di n(umero) 100: ord(inati) in / Sacris esteri, seguitò le solite visite; il giorno 20: (dice)mbre X I(ndizione) 46:[5] ad / ore 23: giorno di Martedì, dalla Chiesa Par(occhia)le di S(an) Martino si por/taro processionalm(ente) con tutto il clero delle tre Parocchie, e Monsig(ore) Arci/vescovo, e tre Canonici, cioè Decano D(on) Carlo Speciale, e Basilotta di / Nicosia che portava seco S(ua) E(ccelenza) R(everendissi)ma, D(on) Gaetano Galbato, e D(on) Giovanni / Costanzo Canonici di Tortorici, le reliquie de’ Gloriosi S(anti) Martiri S(an) / Placido, S(an) Sebastiano e S(an) Giorgio, (quale reliquia l’ebbe dal Mon(astero) di S(an) Giorgio / la divisata Parocchia) nella Ven(erabi)le Chiesa del Mon(astero) di S(an) Bartolomeo / dove stiedero tutta la Notte coll’assistenza de’ Sac(erdoti) cantandosi l’Offizio della / dedicazione, come fù dispenzato (per) tutti tal Offizio nel giorno di S(an) Tommaso; / la mattina 21: ben per tempo si portò Monsig(nore) nella predetta Par(occhia)le per far / la benedizione prescritta dal Pontificale d(i) Urbano 8°, e Clemente 8° di / felice memoria, e terminati, andò di nuovo processionalm(ente) a ripigliare / le soprascritte riliquie, e stando serrata la Chiesa doppo fatti tre giri / all’intorno della mede(si)ma si fermò innanzi la porta mag(giore) serrata, seco / tutto socchè prescrive il Pontificale, si disserrò la porta, e s’entrò nella chiesa, / seguitò la funzione, con avver posto nell’altare mag(giore) le riferite reliquie / e murato lui stesso la lapidetta, doppo celebrò la Messa, che terminò ad ’ ore 21: / sabbato 24: ad ’ ore 21: venne nella n(ost)ra Chiesa Madre e si cantò il / Vespro col Pontificale, la mattina 25 S(anto) Natale tenne il Pontificale // nella chiesa del Mon(astero) di [S(anta)] Catarina e cantò la Messa; il gio assistendo (per) Diacono / il Rev(erendissimo) Sig(nor) Arciprete (per) suddiacono l’Abb(ate) D(on) Pietro Parisi nostro can(onico) cappellano / Il giorno 26: (dice)mbre giorno del Glorioso Protomartire S(anto) Stefano principiò / alle ore 21: la funzione della Consacrazione della n(ost)ra Chiesa Madre di / S(an) Nicolò, con cinque Canonici, cioè il Decano Speciale, e quattro Can(onici) / di Sampiero sopra Patti Tesoriero D(on) Giovanni Busacca, D(on) Giuseppe Saita, / D(on) Vincenzo Gallo, e D(on) Filippo Spada, li quali portaro 4: Alunni, e due / rosserilli per assistere; collo stess’ordine prescritto si portaro le reliquie / de’ Gloriosi Martiri S(an) Biaggio, S(an) Sebastiano, e S(anto) Vito proprii della Chiesa, / nella Chiesa del Mon(astero) di S(anta) Catarina dove s’osservò della stessa forma; / la mattina Martedì giorno del Glorioso S(an) Giovanni Evangelista mio specialissimo avucato ad ’ ore 17. in circa, si portaro collo stesi ordine (si / anco dispenzato à tutti l’Offizio, e recitosi quello della Dedicazione, e / fù assignata la giornata di detta dedicazione pell’Offizio sotto li 11: Febraio / d’ogn’anno, giornata da me domandata a S(ua) E(ccelenza) R(everendissi)ma, e devonsi ogn’anno / acce(n)dere (per) ogni Croce una candela, e vi sono giorni 40: d’Indulgenze) / si seguitò la funzione, e terminò, ad ore 20: li 12 Croci furon onti col / Sagr’Oleo Crisma; tutto il piano della lapide dell’Altare Maggiore intiero / lavato con Sacri Olei Crisma è de’ Catecumini, quale devesi conservare con / gran venerazione; non acchianarsi di sopra nell’apparecchio della scalina, / o’ altro da farsi; sotto la prima lapidetta di marmo scritta, vi è un altra / lapidetta di marmo sotto la quale vi è il cassittino, il di fuori d’osso di tar/tarueca, il di dentro foderato di drappo di seta à color di perla; vi sono dentro le reliquie descritte, ed un puoco di grani d’Incenzo, con una parchimina[6] scritta / come siegue = MDCCXLVI die 27: M(ensis) (dece)mbris Ego Frat(ris) Tom(as) de Moncada / Archiep(iscop)us Messan(as) Consecravi Altare hoc in honorem S(ancti) Nicolai / et reliquias S(anctorum) Martirum Sebastiani, Blasii, et Viti in eo inclusi / et singulis Christi fidelibus, hodie unum Annum, et in Die anni/versario consecretionis huiusmodi ipsum visitantibus quadraginta / Dies de vera indulgentia, in forma Ecclesi(a)e consueta, concessi = / Il cassettino è dentro d’un altro di lorda bianca sugellato sotto, e sopra con / fetucia cremise con cera di spagna sopra e sotto col sugello di S(ua) E(ccellenza) R(everendissi)ma, che / sugellò con proprii Mano, e travaglio inconsiderabile d(ello) Monsig(nore) in tal funzione / si fece una piccola reconoscienza di (onze) 40: ed (onze) 18: alla famiglia ed ’altre spesi / pelle croci e tutto il bisognevole alle sud(ette) Consacrazioni c(he) prescrive il Ponti/ficale / oox[7]

In tale occasione l’arcivescovo Moncada concesse l’uso dell’almuzia (o almuzio)[8] ai dodici cappellani delle tre rispettive chiese[9]. Tale concessione comporta di solito una spesa per i religiosi e una nota riporta il resoconto completo della spesa, per un totale di 114 onze:

oox Monsig(nor) arrivò sotto li 13. (dice)mbre 1746: partì alli 29. di d(etto ) mese, / nello stesso tempo concesse, a tutte tre le Chiese l’uso dell’Almuzio / alli 12: beneficiati d’ogni Chiesa, di due colori violace, foderato di rosso / e negro colla stessa fodera ambi di seta la spesa fù (per) tal concessione / onze cinquanta (per) S(santa) Maria, onze trentadue la n(ost)ra Chiesa, quali pagano li benif(iciari), / ed ’ onze trentadue S(an) Martino, e ciò fù à riguardo della spesa fatta pella / consecrazione, d’aver pagato meno di S(anta) Maria, la qual patente / d’Almuzio stà registrata in questo libro a fol(io) 211:[10] / Quando la n(ost)ra Chiesa è Madre l’Offizio della Dedicazione all’11: di Febbraio / si fa coll’ottava (per) tutte e tre le chiese, lo stesso milita (per) S(an) Martino [11].

NOTE

[1] Il domenicano Tommaso Moncada, di antica e nobile famiglia, fu arcivescovo di Messina dal 1743 al 1762 (anno della sua morte). Prima di essere nominato alla sede arcivescovile di Messina, aveva ricoperto la carica di Vicario Generale e quella di Vicario Capitolare. Il 20 settembre 1751 venne insediato Patriarca di Gerusalemme dei Latini.
[2] Parroco della chiesa di Santa Croce di Nicosia e canonico decano di quella di Santa Maria. Fu Vicario Capitolare della diocesi di Messina per i paesi interni, durante l’epidemia di peste che colpì la Diocesi nel 1743. Morì nel 1751. (BERITELLI G., Notizie storiche di Nicosia, Palermo, Stamperia di Giovanni Pedone, 1852, p. 212.
[3] Ringrazio con stima padre Gabriele Aiola per la disponibilità e la cortesia usatami nel concedermi la consultazione dell’Archivio parrocchiale della chiesa di San Nicola.
[4] Ora Italica.
[5] La discordanza tra anno e indizione (X in luogo della IX) è dovuta ad un errore.
[6] Pergamena.
[7] Archivio della chiesa di San Nicola, Libro rosso, ff. 236v, 237r. Documento inedito. Per la trascrizione del testo del documento in generale non siamo intervenuti sulle scelte testuali, riproducendo di norma l’effettiva situazione del testo, rispettando rigorosamente scempiamenti e raddoppiamenti. La j è trascritta i; le abbreviazioni sono sempre sciolte tra parentesi tonde ( ); l’integrazione di lacuna è stata posta tra parentesi quadre [ ]. Si è inserita una barra obliqua / per segnalare la fine di ogni riga.
[8] Mantellina in pelliccia con cappuccio, che costituiva l’abito corale distintivo dei canonici di alcune cattedrali o collegiate.
[9] Grazie all’atto di concessione del beneficio conosciamo i nomi dei dodici cappellani della chiesa di San Nicola: reverendo don Giuseppe Bramonte, don Antonio Botta, don Giovanni Castiglione, don Pietro Rotelli, don Carmelo Romeo, don Paolino Tetto, don Franesco Orlando, don Pietro Parisi, don Prospero Xiandro, clerico don Francesco Romeo, don Sebastiano Germanà e don Vincenzo Varrica. Ivi, f. 210r.
[10] Antica numerazione.
[11] Ivi, f. 237v. Documento inedito.

13-29 dicembre 1746: la visita generale di monsignor Tommaso Moncada, arcivescovo di Messina, nel “Libro rosso” della chiesa di San Nicolaultima modifica: 2019-12-13T20:37:38+01:00da angela-militi
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